
Il futuro del nostro Paese è nelle mani di chi vuole costruire. Un esempio evidente di costruzione quotidiana sono le milioni di famiglie che sostengono la luce della speranza italiana: per questo affermiamo la centralità della famiglia quale comunità naturale fondata sul matrimonio tra uomo e donna. A sostegno della famiglia come Popolo della Libertà proponiamo: meno tasse – partendo dall’eliminazione dell’ICI sulla prima casa, arrivando alla graduale e progressiva introduzione del “quoziente familiare” col fine di ridisegnare il sistema fiscale sostenendo i nuclei familiari più numerosi; una casa per tutti – rilanciando un piano casa per costruire nuovi alloggi per i giovani e per le famiglie che non dispongono di una casa in proprietà; sostegno alla maternità – reintroducendo il “bonus bebè” e la libertà-parità scolastica per garantire una effettiva libertà di scelta tra scuola pubblica e privata.
In questo modo colgo l’occasione per rilanciare l’appello di Monsignor Verrucchi contro l’astensionismo e il Suo invito a sostenere quelle formazioni politiche che difendono la famiglia, promuovono politiche per i giovani e rilanciano il lavoro. E’ estremamente importante recarsi alle urne in questa tornata elettorale, in quanto ci troviamo davanti a uno scenario politico paragonabile a quello del ’48, dove a confrontarsi sono due proposte per il Paese completamente diverse: da una parte i fatti di chi ha governato e ha in gran parte realizzato gli impegni presi con gli elettori e che si propone di proseguire il lavoro iniziato durante la prima esperienza di governo, dall’altra chi racconta favole utili solo a illudere e deludere per l’ennesima volta gli elettori.
La difesa della famiglia, il sostegno ai giovani e alla natività sono priorità per un cattolico impegnato in politica: per questo invitiamo gli amici del mondo cattolico a non disperdere il proprio voto verso formazioni politiche che non potranno portare al governo del Paese le istanze a loro care , ma a sostenere l’unico movimento politico che possiamo definire cristiano, il Popolo della Libertà, (in quanto mette al centro del suo agire la persona e la libertas portando a sintesi diverse tradizioni culturali proprio su questi punti e sulla centralità della tradizione cristiana come fattore unificante del Paese) che potrà tradurre le priorità care al mondo cattolico in azioni di governo.
Come cattolico impegnato in politica non posso ridurre la portata della nostra esperienza a una semplice battaglia di testimonianza, dove partiamo già con la consapevolezza di essere minoranza nel Paese: se si parte per una lotta in politica, l’obiettivo è vincere e far diventare maggioranza nel Paese e quindi nel governo quei valori e quelle esperienze che partono da una idea di libertà cristiana. Per questo diciamo si alla difesa della libertas ecclesiae, perchè dove c’è la Chiesa, dove c’è una comunità cristiana, c’è libertà e dove c’è libertà crescono movimenti e opere, anche provenienti da esperienze diverse; così cresce la democrazia e la politica può essere veramente al servizio della comunità.