“Il Governo Berlusconi non ha lasciato nessun vuoto. Gli amministratori locali, provinciali e comunali, d’accordo con il sindacato sì” affermano in una nota M. De Carli (Coord. Prov.le Pdl – Giovane Italia) e G. Bazzocchi (Popolo della Libertà – Ravenna). “Le misure anticrisi che solo da gennaio 2010 prendono corpo nella nostra Provincia arrivano in clamoroso ritardo. Anche rispetto agli annunci che lungo il 2009 sono stati dati. Il 30 gennaio 2009 il Presidente della Provincia Giangrandi e della Camera di Commercio Bessi chiedevano al Governo un piano adeguato di risposta alla crisi, su ammortizzatori sociali, cassa integrazione ordinaria e straordinaria in deroga e di rivedere il Patto di stabilità. In luglio, Giangrandi, Matteucci e Bessi, riferendo che il quadro generale era di forte recessione e insieme ai Sindacati chiedeva al Governo la riforma degli ammortizzatori sociali richiamando ogni livello istituzionale a fare la propria parte in maniera sinergica. Ed è proprio questo il punto: la sinergia non c’è stata, perché a fronte delle misure adottate e messe a disposizione a livello nazionale dal Governo Berlusconi, non c’è stato l’impegno massimo a livello locale di diffusione e messa in atto. E intanto sono passati sei mesi. Nel frattempo, se i nostri amministratori non se ne sono accorti, il Governo Berlusconi lavorava. Ecco, in buona sintesi, le misure adottate da tempo e lasciate al buon cuore degli enti locali perché venissero messe in pratica. (per ulteriori verifiche www.governoberlusconi.it) Sostegno ai lavoratori. 9 miliardi di ammortizzatori sociali per i lavoratori fin’ora senza tutele, in sinergia con le Regioni (dipendenti delle piccole e medie imprese, e studi professionali, apprendisti, lavoratori interinali, collaboratori a progetto). In Europa sono stati stanziati a tal fine più fondi che negli altri paesi UE. Garantire l’occupabilità. Rientro anticipato dei lavoratori in cassa integrazione, tramite corsi di aggiornamento e di formazione attinenti all’attività d’impresa. Un bonus per chi si mette in proprio, dalla cassa integrazione. Più fondi per i contratti di solidarietà. Recupero norme legge Biagi per incoraggiare le imprese ad assumere. Semplificazione utilizzo contratti a termine, superando il vincolo di 36 mesi per stabilizzare i rapporti di lavoro. E ancora, la detassazione dei premi di produzione per chi ha un reddito fino a 35.000 euro, regole più favorevoli per la valuta degli assegni, riduzione del “massimo scoperto” allo 0,5% sui fidi, la nascita del Comitato Nazionale per il microcredito da gennaio 2009 con lo scopo di sostenere il lavoro e il percorso di crescita delle piccole aziende con assistenza finanziaria e tecnica. Tutelati, per la prima volta, i lavoratori a progetto, dal 27 maggio 2009. Il tasso disoccupazione del 2009 è stato dell’8,3%, grazie anche alle iniziative del Governo il più basso della media europea del 10%. Per le famiglie. Abolizione ICI, stop aumento mutui a tasso variabile, abolizione ticket sanitari, bonus famiglia, carta acquisti, fondo nuovi nati, detrazione spese retta asili nido, assegni famigliari anche per i lavoratori autonomi, bonus elettricità in base al reddito ISEE, bonus gas, fondo per gli affitti, proroga sfratti al 31/12/09, abbassamento spese per mezzi pubblici, ferrovie e autostrade, detrazione del 19% per spese sportive dei figli, confermate le detrazioni al 36% per ristrutturazioni e 55% per risparmio energetico, bonus vacanza. Piano casa.Considerato un’iniziativa negativa perché frutto di un provvedimento varato dal Governo Berlusconi. 100 mila nuove case popolari, rilancio dell’edilizia nell’ampliamento senza rigidità burocratiche lungaggini amministrative, vendita case popolari agli attuali inquilini con possibilità di riscatto a prezzi vantaggiosi. Ci vuole un bel coraggio per tacciare un Governo di lasciare dei vuoti. Il vuoto lo lasciano le amministrazioni di sinistra che, nonostante gli imput a livello nazionale si guardano bene dallo sposare e dal mettere in atto tutti gli sforzi possibili per attuarle. Peccato che nel frattempo i lavoratori rimangono a casa, le imprese faticano. E a gennaio 2010, dopo un anno, si decide l’accordo con le banche? E i lavoratori che nel frattempo sono rimasti a casa? E le piccole e medie imprese che arrancano. I mezzi ci sono, se non li si mette in atto non si dia la colpa al Governo nazionale. Un’iniziativa per combattere la crisi, in verità è stata messa in atto dal Sindaco: le ZTL. Così da costringere attività avviate a intravvedere la chiusura e da favorire i grandi centri commerciali della periferia, che la crisi non l’hanno proprio sentita. Il Pdl Ravenna e il Coordinamento Giovane Italia di Ravenna sono presenti in tutti i mercati cittadini e del Forese con materiale illustrativo e per raccogliere le adesioni al Comitato “2011: Ravenna rialzati!”. Seguiteci!”.