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Archiviazioni mensili: settembre 2010

Mirko De Carli all'Expo di Lugo

Al Pavaglione bella iniziativa del Comune di Lugo dal titolo Expo 2010 che unisce in un’unica esposizione artigiani, soprattutto attivi nel settore dell’edilizia, produttori, esercenti, associazioni di volontariato, antiquari e anche una piccola casa editrice (vi invitiamo a scoprire quale). Dopo la crisi sono necessari nuovi mezzi per riavvicinare in modo intelligente i consumatori ai commercianti. Forse questo può essere un punto di partenza da prendere ad esempio.

Passepartout – Redazione 48cento.it

Ra – 28 settembre 2010 – Finalmente il dibattito su un piano strategico istituzionale romagnolo prende sempre più piede. In questi giorni particolare rilievo è stato dato al tema dei servizi aeroportuali della Romagna. Mantenere operative le attuali strutture, subendo passivamente la primazia bolognese, o lavorare per un maggiore coordinamento tra le società romagnole, anche in direzione di una struttura unitaria? Nel mio intervento riprendo lo spunto espresso da T. Parenti di Ascom Confcommercio volto a sostenere una progettualità romagnola nel settore aeroportuale.

Ra – 27 settembre 2010 – Di fronte al disagio e allo sconcerto di molti residenti di Via Doberdò a Ravenna è da tempo che segnaliamo la necessità di un intervento immediato per rendere maggiormente agibile la via. Parliamo di una strada importante e strategica per la circoscizione seconda, in quanto via d’accesso per un significativo quartiere residenziale, per la scuola media “Ricci – Muratori” e per il centro commerciale “Gallery”. Nel mio intervento chiarisco gli intereventi necessari riportando un’ipotesi fattibile di lavoro sul problema viabilità in questa zona della città.

Gazebo in piazza del Popolo della Cgil per il Clandestino day. Mi permetto di dirlo, ma ha riscosso poca attenzione da parte dei ravennati e ha sancito ancora una volta la rottura tra i sindacati. Quest’anno c’era la sola bandiera della Cgil a difendere l’ingresso clandestino di immigrati nel nostro Paese. E mentre a Reggio una donna veniva aggredita, malmenata e stuprata proprio da un clandestino, nel volantino distribuito in piazza volano parole grosse come: “Inosservanza permanente del diritto alla vita” a causa dei respingimenti dei “migranti” irregolari. E ancora: falso che gli immigrati ci rubino il lavoro, che abbiano posti riservati, che delinquano di più, che dovremmo accettare solo chi viene per lavorare, che spendiamo troppo, che li aiutiamo nei loro paesi di provenienza. Vogliono aprire le frontiere a tutti, cioè aprire agli immigrati senza se e senza ma, le organizzazioni aderenti. Non sto ad elencarle perché sono sempre le solite con sempre le stesse persone che ne rappresentano, due o tre. Povera Ravenna…… e tutto, ci credereste? Per fare un dispetto a Berlusconi. Dove si dimostra che è sempre possibile, anche nel 2010, tagliarsi i cosiddetti per far indispettire la moglie.

Kropotkin – 48cento.it

All’interno della rassegna del Settembre Dantesco 2010 dell’istituzione Biblioteca Classense, Il Tempo e i suoi enigmi”, lunedì 20 settembre 2010 è intervenuto il prof. Emiliani sul tema “Identità e nazione: il Classicismo come speranza italiana”. La dissertazione ha ripercorso i Neo- Classicismi ricorrenti nella storia dell’arte italiana, con un affondo sul Rinascimento, in fattispecie quello emiliano. Il fattore del ritorno all’antico diventa unificante nell’arco della Storia italiana, non solo quella artistica, creando un’identità fondante attraverso il gusto per la proporzione, per la bellezza classica. La dissertazione del prof. Emiliani è stata puntuale e soprattutto appassionata, partecipata, non neutrale. È un particolare questo che notiamo con piacere; troppo spesso si dimentica che parlare di Arte è prima di tutto parlare di Bellezza, davanti alla quale come è possibile restare indifferenti? Ci viene in mente, a proposito di classicismo, uno dei grandi padri della nostra letteratura, che professandosi classicista è diventato il più grande romantico, Giacomo Leopardi. Nel canto XXXI – Sopra il ritratto di una bella donna scolpito nel monumento sepolcrale della medesima, il poeta s’interroga su cosa resta della bellezza terrena di colei che ora è sepolta. Lo stesso problema si potrebbe porre, non per una donna, ma per i fasti di un’antica civiltà, quella romana. Ci ha illuminato, ha fatto della nostra città una capitale, ma i monumenti che ora ne restano rischiano di essere come la pietra tombale che rinchiude la donna “Sta, di memoria solo /E di dolor custode, il simulacro/ Della scorsa beltà.”. Tutti noi operiamo perché Ravenna torni capitale, come Capitale della Cultura 2019, ma il nostro tentativo corre un rischio: appoggiarsi sui fasti di ciò che è stato. A che vale ammirare l’arte che ci circonda, mosaici, mausolei, pale d’altare, paesaggio urbano, se non si riesce, come ha fatto lunedì il prof. Emiliani, a commuoversi e vibrare davanti ad essa? La bellezza infatti ci mette davanti al Misterio eterno/ dell’esser nostro ed è stato questo sentimento che di volta in volta, classicismo dopo classicismo, ha riportato il Popolo italiano, prima che gli artisti, a riesumare ciò che era antico. Questa annotazione vuole essere un pungolo e un ringraziamento all’Istituzione Biblioteca Classense. Lunedì sera Ravenna è stata Capitale della Cultura.

Curzio – Redazione 48cento.it

Che sollievo, il Pd si ricompatta! La notizia che non può che riempirci di gioia, vola di bocca in bocca tra assessorati, cooperative e banchi delle coop e iper. In molti hanno tremato, dai lussuosi appartamenti e villette a schiera ai più modesti alloggi di periferia e del forese. In molti hanno visto per sempre compromessi posti di lavoro, carriera ed aspettative per sé e per i propri figli, non fosse altro che un modesto posto da “volontario” alla Cgil o alle feste dell’Unità (ehmm, feste democratiche). Cosa faremo – si chiedevano in molti – maledicendo quel guastafeste del Walter, reo di non essersi tolto per sempre di mezzo! Ma, tranquilli, Bersani, dopo la sconfitta del tapino che ha battuto (per stavolta) in ritirata, ha già ripreso il timone della baracca e da domani si ricomincerà a parlare dei problemi del Paese e, visto che il berlusconismo è agli sgoccioli, del cambiamento del sistema elettorale…

KropotkinRedazione 48cento.it

È la domanda che si pone un commentatore di “Ravenna e dintorni”, a proposito di quello che viene definito lo slogan coniato da mons. Verucchi’ e cioè “L’ora di religione è un dono”, rivolto agli studenti della nostra città. Quell’ora è pagata da tutti noi, anche da quelli che la religione non la fanno – prosegue il commentatore – quindi più che un regalo si tratta di una tassa indebita. Vecchia storia e vecchia polemica. Che si possa considerare un dono il fatto che a scuola venga offerta ai ragazzi in quell’ora  un’ipotesi di significato per l’esistenza magari è pretendere troppo. Ma per stare più terra terra, è proprio così disdicevole che sia data ai nostri futuri concittadini la possibilità di capire e gustare quei mosaici per cui Ravenna è patrimonio dell’umanità, o l’opera di quel Dante di cui custodiamo la memoria e le ossa? E di questo, come di tutta la nostra storia, cosa si può comprendere senza tener conto di quella religione che non si vuole sia insegnata? Ma i tempi sono quel che sono, e non stupisce che Ravenna venga considerata una succursale di Mirabilandia, dove passare qualche ora in giornate di pioggia, dando un’occhiata a delle strane figure fatte di tesserine colorate in vecchie chiese di mattoni.

Microsolco – 48cento.it

Ra – 23 settembre 2010 – Di fronte alle grandi sfide della nostra città non possiamo cadere in inutili e strumentali “giochetti di basso profilo”. Un progetto con un potenziale straordinario come l’opera di riqualificazione della Darsena di città va portato avanti attraverso una seria concertazione tra pubblico, proprietà privata e cittadini. Non parliamo di “fogne a cielo aperto” e di democrazia diretta “telecomandata” da alcuni settori della politica. Un percorso è stato avviato, come chiarisco nel mio intervento, caratterizzato dal protagonismo di tutti i soggetti in campo e dall’impegno al consolidamento della partecipazione della società civile: ora occorre sostenerlo e portarlo a termine il prima possibile.

E giù lo scontro tra buoni e cattivi sulla vicenda dell’espulsione dei  rom dall’accoglientissima e tollerantissima Francia. Al dibattito mancano le scuse ai nomadi del Comitato Legalità e difesa della Costituzione ravennate. E il ritardo, giuro, mette la città in grave ambascia! Sintetizzando, perché qui si deve, da una parte ci sono i cattivi, come il presidente francese Sarkozy, che li vogliono cacciare e dall’altra i buoni, come la commissaria Ue Reding, che vogliono tenerli, magari in casa degli altri. La realtà è che gli zingari sono un’altra faccia dell’immigrazione, clandestina e non. Ma il loro è anche un problema antico per la “tradizionale” propensione al furto e alla non integrazione. Sono un popolo ed una cultura che fanno della libertà la loro filosofia? Certo, lo sappiamo bene, ma nella società moderna, nella nostra, i margini di compatibilità tra vita nomade e rispetto delle regole si fanno sempre più stretti. E che dire dello sfruttamento di donne e minori cui tocca, con furti, truffe, spaccio, mantenere la baracca? Sarà pur vero che, come dice qualche sociologo “impazzito”, il popolo rom è il simbolo della libertà, ma francamente dà più l’impressione di essere simbolo di degrado e senza troppe volontà di riscattarsi da situazioni di incuria ed abbandono che sapientemente,  capoclan sfruttatori, vogliono perpetuare. E allora facciamo pure campi di accoglienza modello che loro ben presto devasteranno fino a farne un campo di zingari (appunto), ma cominciamo anche un percorso di vera integrazione che, come per tutti gli immigrati, deve partire dall’accettazione di chi si è in grado di accogliere con dignità e di chi si impegna a rispettare e adattarsi alle nostre regole.

KropotkinRedazione 48cento.it

Ra – 22 settembre 2010 – Finalmente la verità viene a galla: i dati Ocse confermano i numeri del Governo sulla Pubblica Istruzione. Un’analisi che sfata tutte le falsità riportate nei quotidiani attacchi demagogici della sinistra e della Cgil. Per questo, nel mio intervento, chiarisco l’impegno del Miur e rilancio l’iniziativa legislativa di rinnovamento dell’istruzione scolastica italiana.

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