Il 4 febbraio scorso il Consiglio dei Ministri ha approvato in via definitiva la riforma del Secondo Ciclo di Studi: Licei, Istituti professionali e Tecnici. – affermano in una nota M. De Carli (Consulente di diritto allo studio - Pdl) e G. Bazzocchi (Forum “Per una scuola libera”) - La precedente riforma era datata 1923. Resta ora solo la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dei Regolamenti. Una riforma fortemente voluta dal Ministro Maria Stella Gelmini e dal Governo Berlusconi per portare la scuola italiana al passo con l’Europa, con le sfide del futuro che aspettano i giovani studenti, in preparazione al mondo del lavoro. Innovazione, tradizione, semplificazione dei piani di studio e valorizzazione della qualità e del merito, autonomia scolastica, personalizzazione dei piani di studio. Non ci dilunghiamo nei particolari che potrete trovare nel dettaglio, insieme a tutte le notizie tecniche nell’ottimo sito creato ad hoc dal novembre scorso http: //nuovi licei.indire.it. Ci preme però ricordare che fin dal novembre 2009 il Ministero ha iniziato un confronto molto vasto, che ha coinvolto tutto il paese, dal mondo della cultura, alle Associazioni dei genitori, a quelle degli insegnanti e degli studenti, perché tutti e in maggior numero possibile potessero collaborare alla stesura dei Regolamenti: e così è stato. A questa riforma hanno partecipato tutti coloro che ne sono destinatari. I mezzi utilizzati per il confronto sono stati tre: il primo, il più moderno è stato il web. Attraverso il sito di cui sopra è stato possibile da parte di tutti gli interessati a livello nazionale seguire “il cantiere del cambiamento” e contribuire con video e post di commento ai lavori; il secondo i seminari nazionali, sei in tutto, dove ci si è confrontati sui cambiamenti. Sono state convocate anche i forum delle associazioni di insegnanti, genitori e studenti. Il terzo mezzo: la Cabina di regia, che da agosto 2009 ha lavorato ed alla quale hanno partecipato nomi illustri della scuola e della cultura italiana che sul campo in qualità di Dirigenti scolastici, insegnanti e docenti hanno portato il loro contributo alla stesura finale. A fine mese partono le iscrizioni che termineranno a fine marzo. Il tempo e l’ampia concertazione ci sono stati. Tutti gli Istituti scolatici hanno potuto documentarsi e documentare le famiglie dei ragazzi che andranno ad iscriversi. L’informazione sarà da parte nostra capillare in questo mese e mezzo. Ci aspettiamo che i responsabili della scuola locale ci aiutino in quest’opera di informazione e che aiutino le famiglie ad operare la scelta giusta con il massimo dell’informazione possibile.
Riforma delle scuole superiori: bene la Gelmini!
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Sulla scuola è tempo di serietà!
“Siamo venuti a conoscenza da alcuni insegnanti di scuola media, che iresponsabili scuola dei sindacati Cgil, Cisl e Uil Ottaviani, Benini e Fusconi, stanno girando le scuole della provincia, incontrando i docenti e il personale ATA e seminando notizie false sul futuro dei servizi di pulizia delle scuole” affermano in una nota M. De Carli (Consulente di diritto allo studio – Pdl) e G. Bazzocchi (Coordinatore Forum “Per una scuola libera”). “La bugia più clamorosa è che dovranno essere gli insegnanti e gli studenti a dovere provvedere alla pulizia dei locali. Come abbiamo più volte affermato, il Ministero ha annunciato – e il Ministro Gelmini lo aveva già reso noto in un’intervista al Corriere della Sera dell’ottobre 2009 – che data la spesa di 1 miliardo e 300.000 euro all’anno per appalti ad imprese di pulizia esterne, era doveroso un ritorno alla figura del bidello che lavora dentro alle scuole anche per le pulizie. Tanto più che tale compito rientra nel mansionario del personale ATA. Non c’è nulla di strano. È chiaro che, in collaborazione con i Dirigenti scolastici Regionali e Provinciali e con i Dirigenti scolastici dei vari Istituti Comprensivi e Circoli Didattici, si provvederà in base alle esigenze dei plessi a garantire il servizio e di conseguenza i servizi che già svolge il personale ATA. Ci sono poi, fra questi, chi per ragioni di impedimento fisico non può svolgere tutte le mansioni, fra le quali quelle faticose di pulizia. E qui si apre uno scenario dove può benissimo sbizzarrirsi il Ministro Brunetta, nell’individuare quali sono effettivamente i veri “menomati” e quelli un po’ più furbetti: se ne vedrebbero delle belle. Non si afferma nulla di strano quando si dice che molti plessi sono ambiti perché si fa meno che in altri. Ad ogni modo, dato che noi agiamo e lavoriamo per la scuola, invitiamo pubblicamente le Signore Ottaviani e Fusconi e il Signor Benini ad un confronto pubblico sui temi di novità proposti per la scuola, non ultima la riforma del Secondo Ciclo di studi (i cui Regolamenti saranno emessi a breve). In passato la proposta non è stata mai accolta. Siamo a disposizione di docenti, personale ATA, famiglie e studenti per un confronto serio e propositivo sulla scuola e soprattutto per informare correttamente sulla riforma”.
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Contro la crisi il Governo in campo da più di un anno
“Il Governo Berlusconi non ha lasciato nessun vuoto. Gli amministratori locali, provinciali e comunali, d’accordo con il sindacato sì” affermano in una nota M. De Carli (Coord. Prov.le Pdl – Giovane Italia) e G. Bazzocchi (Popolo della Libertà – Ravenna). “Le misure anticrisi che solo da gennaio 2010 prendono corpo nella nostra Provincia arrivano in clamoroso ritardo. Anche rispetto agli annunci che lungo il 2009 sono stati dati. Il 30 gennaio 2009 il Presidente della Provincia Giangrandi e della Camera di Commercio Bessi chiedevano al Governo un piano adeguato di risposta alla crisi, su ammortizzatori sociali, cassa integrazione ordinaria e straordinaria in deroga e di rivedere il Patto di stabilità. In luglio, Giangrandi, Matteucci e Bessi, riferendo che il quadro generale era di forte recessione e insieme ai Sindacati chiedeva al Governo la riforma degli ammortizzatori sociali richiamando ogni livello istituzionale a fare la propria parte in maniera sinergica. Ed è proprio questo il punto: la sinergia non c’è stata, perché a fronte delle misure adottate e messe a disposizione a livello nazionale dal Governo Berlusconi, non c’è stato l’impegno massimo a livello locale di diffusione e messa in atto. E intanto sono passati sei mesi. Nel frattempo, se i nostri amministratori non se ne sono accorti, il Governo Berlusconi lavorava. Ecco, in buona sintesi, le misure adottate da tempo e lasciate al buon cuore degli enti locali perché venissero messe in pratica. (per ulteriori verifiche www.governoberlusconi.it) Sostegno ai lavoratori. 9 miliardi di ammortizzatori sociali per i lavoratori fin’ora senza tutele, in sinergia con le Regioni (dipendenti delle piccole e medie imprese, e studi professionali, apprendisti, lavoratori interinali, collaboratori a progetto). In Europa sono stati stanziati a tal fine più fondi che negli altri paesi UE. Garantire l’occupabilità. Rientro anticipato dei lavoratori in cassa integrazione, tramite corsi di aggiornamento e di formazione attinenti all’attività d’impresa. Un bonus per chi si mette in proprio, dalla cassa integrazione. Più fondi per i contratti di solidarietà. Recupero norme legge Biagi per incoraggiare le imprese ad assumere. Semplificazione utilizzo contratti a termine, superando il vincolo di 36 mesi per stabilizzare i rapporti di lavoro. E ancora, la detassazione dei premi di produzione per chi ha un reddito fino a 35.000 euro, regole più favorevoli per la valuta degli assegni, riduzione del “massimo scoperto” allo 0,5% sui fidi, la nascita del Comitato Nazionale per il microcredito da gennaio 2009 con lo scopo di sostenere il lavoro e il percorso di crescita delle piccole aziende con assistenza finanziaria e tecnica. Tutelati, per la prima volta, i lavoratori a progetto, dal 27 maggio 2009. Il tasso disoccupazione del 2009 è stato dell’8,3%, grazie anche alle iniziative del Governo il più basso della media europea del 10%. Per le famiglie. Abolizione ICI, stop aumento mutui a tasso variabile, abolizione ticket sanitari, bonus famiglia, carta acquisti, fondo nuovi nati, detrazione spese retta asili nido, assegni famigliari anche per i lavoratori autonomi, bonus elettricità in base al reddito ISEE, bonus gas, fondo per gli affitti, proroga sfratti al 31/12/09, abbassamento spese per mezzi pubblici, ferrovie e autostrade, detrazione del 19% per spese sportive dei figli, confermate le detrazioni al 36% per ristrutturazioni e 55% per risparmio energetico, bonus vacanza. Piano casa.Considerato un’iniziativa negativa perché frutto di un provvedimento varato dal Governo Berlusconi. 100 mila nuove case popolari, rilancio dell’edilizia nell’ampliamento senza rigidità burocratiche lungaggini amministrative, vendita case popolari agli attuali inquilini con possibilità di riscatto a prezzi vantaggiosi. Ci vuole un bel coraggio per tacciare un Governo di lasciare dei vuoti. Il vuoto lo lasciano le amministrazioni di sinistra che, nonostante gli imput a livello nazionale si guardano bene dallo sposare e dal mettere in atto tutti gli sforzi possibili per attuarle. Peccato che nel frattempo i lavoratori rimangono a casa, le imprese faticano. E a gennaio 2010, dopo un anno, si decide l’accordo con le banche? E i lavoratori che nel frattempo sono rimasti a casa? E le piccole e medie imprese che arrancano. I mezzi ci sono, se non li si mette in atto non si dia la colpa al Governo nazionale. Un’iniziativa per combattere la crisi, in verità è stata messa in atto dal Sindaco: le ZTL. Così da costringere attività avviate a intravvedere la chiusura e da favorire i grandi centri commerciali della periferia, che la crisi non l’hanno proprio sentita. Il Pdl Ravenna e il Coordinamento Giovane Italia di Ravenna sono presenti in tutti i mercati cittadini e del Forese con materiale illustrativo e per raccogliere le adesioni al Comitato “2011: Ravenna rialzati!”. Seguiteci!”.
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Iscrizioni nelle scuole: è la Cgil che sbaglia!
“Al contrario di come la Cgil affronta i problemi e le questioni che riguardano la scuola, cioè con approssimazione e superficialità – affermano M. De Carli (Consulente di diritto allo studio – Pdl) e G. Bazzocchi (Coordinatore Forum “Per una scuola libera”) - il Ministro della Pubblica Istruzione Maria Stella Gelmini ha a cuore il bene degli alunni, degli studenti e delle loro famiglie. Non li vede come masse da ideologizzare e agisce con buon senso. La CGIL, come è solito fare, tende a creare confusione e disorientamento, nel tentativo di mettere sempre e comunque in cattiva luce l’operato del Ministro. Vediamo di fare chiarezza.
Da sempre, la composizione delle classi si basa prima sulla scelta delle famiglie e poi sui docenti e sulle strutture a disposizione, in base alle risorse che metterà a disposizione il Ministero: non è una novità di quest’anno. Non tagli ma razionalizzazione, cioè uso sensato del danaro pubblico. Quello che con l’ausilio die Governi di sinistra, la CGIL ha contribuito a sperperare negli anni. Adesso basta: la scuola non è una proprietà privata del sindacato. Nessuno comunque verrà licenziato. Alunni stranieri (per una corretta lettura delle Circolari ministeriali visitare il sito www.pubblica.istruzione.it). Per gli alunni di cittadinanza non italiana si applicano le stesse procedure che per gli italiani. Questo in base alla Circolare nr. 4, che parla di iscrizioni. La Circolare nr. 2 parla di inclusione. Cioè, una volta iscritti vanno inseriti per non più del 30% per ogni classe. Questo per il loro bene e per il bene dei bambini italiani. Non ci debbono essere classi dove gli insegnanti sono costretti a rallentare il programma perché magari ci sono bimbi che non capiscono una parola di italiano. Vengono danneggiati loro, che non riescono a comunicare con i loro compagni di classe e insegnanti (col rischio di essere emarginati e ghettizzati) e vengono danneggiati i bambini italiani che non svolgono il programma regolarmente: è buon senso non razzismo. L’orientamento dei flussi
Nella Circolare nr. 2 si spiega chiaramente che coinvolti nel lavoro di distribuzione della popolazione scolastica sono, in una strategia di concertazione e collaborazione, i Comuni, le Provincie, le Prefetture, gli Uffici Scolastici Regionali e le scuole. Non è uno scaricare il problema ma è sapere che sul territorio c’è chi lavora per la scuola e non contro di essa, come la CGIL. Ci sono docenti, Dirigenti, amministratori locali con il buon senso del padre di famiglia, che ama i propri figli, li guida, li indirizza, li responsabilizza. Il sindacato, che dovrebbe fare da collante fra il la scuola e le famiglie, invece di aggregare disgrega e distrugge. Le iscrizioni del secondo ciclo di studi andrà dal 26 febbraio al 26 marzo. Appena emessi i regolamenti e cioè dalla fine del mese di gennaio, primi di febbraio, le famiglie avranno tutto il tempo di informarsi e di prendere la decisione più consona alle proprie esigenze. La grande confusione ancora una volta, la crea il sindacato. E da che pulpito l’accusa di non confrontarsi! Proprio loro che non accettano il dialogo. Noi ci siamo, ci saremo sempre per combattere questo scempio dell’informazione corretta messa in atto dalla CGIL. Inizieremo da subito la campagna di informazione sul territorio sulle novità, come da mesi facciamo. Il feudo che è stato costruito in anni di promesse false agli attuali precari e di conseguenza di sottrazione di risorse economiche preziose all’ammodernamento delle strutture scolastiche, a discapito della valorizzazione del merito di docenti e alunni, si sta sgretolando. Grazie a un Governo e a un Ministro che non guarda il proprio interesse ma quello per il bene comune. E che non lascia le famiglie e il mondo della scuola in mano a persone senza scrupoli. Il Forum “Per una scuola libera” è a disposizione di quanti vogliono realmente essere protagonisti della scuola, per il bene vero della scuola, per il bene dei nostri figli e della Nazione”.
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Sull’apprendistato bene il Governo Berlusconi
“Approvato in Commissione Lavoro della Camera, l’emendamento collegato alla Finanziaria presentato dall’On. Cazzola del PdL sarà alla discussione a Montecitorio il 25 gennaio, per poi passare al Senato per il via libera definitivo” affermano M. De Carli (Consulente di diritto allo studio – Pdl) e G. Bazzocchi (Coord. Forum “Per una scuola libera”). Siccome il tema è di fondamentale importanza, dato che in generale il riordino dei licei e degli Istituti tecnici è di portata epocale e nel merito l’emendamento apre un orizzonte importante per il mondo scuola/lavoro, non si può relegare come di solito accade al sindacato, che respinge senza spiegare o meglio spiegando non bene. In Commissione Lavoro c’è stata ampia condivisione e collaborazione, dunque l’emendamento ha trovato accoglimento proprio per contrastare l’evasione dall’obbligo. Non solo. Anche il mondo dell’artigianato ha trovato positiva la proposta, tanto che il Presidente Giorgio Guerrini ha confermato la comunanza di vedute con il Ministro Sacconi, durante l’ultimo convegno di Confartigianato, dedicato prprio all’apprendistato. Quindi, nessuna abolizione dell’obbligo né ritorno al passato, come espresso dall’Uil. Le conquiste dei Ministri Berlinguer e Fioroni non sono in pericolo, anzi sono confermate dal Ministro Gelmini. La via maestra indicata dall’Uil, del sistema intergrato con il mondo del lavoro e delle professioni è proprio alla base dell’emendamento. Non solo: se la Signora Fusconi ha tempo di andare sul sitowww.pubblica.istruzione.it e cliccare sul link della riordino Istruzione Tecnica e Professionale, troverà una sezione che è intitolata proprio “Rafforzato il rapporto con il mondo del lavoro e delle professioni”. Il Governo Berlusconi e il Ministro Gelmini hanno ben presente le sfide del futuro e le necessità primarie del presente dei nostri giovani: è proprio per questo che è stata studiata la riforma delle scuole superiori. Detto questo invitiamo il sindacato e il mondo politico ravennate responsabile della scuola a un confronto costruttivo sulla riforma delle scuole superiori, con la volontà di informare correttamente e mettersi al servizio dei cittadini, dei nostri giovani, della scuola, dell’Italia.
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Un augurio di buon lavoro all’amico Ancarani!

“Colgo l’occasione per fare i migliori auguri di buon lavoro all’amico Alberto Ancarani” afferma M. De Carli (Coordinatore Prov.le Pdl – Giovane Italia Ravenna) “che ha da poco assunto la responsabilità di vice-coordinatore comunale del Popolo della Libertà di Ravenna. La sua nomina rafforza l’impegno del Pdl a costruire un’alternativa costruttiva e di qualità alla maggioranza di sinistra che governa da anni questa città. Ancarani, per l’impegno e serietà dimostrata in questi anni, è la persona più idonea ad assumere questo incarico. Per questo tendo a sottolineare che giovani del Movimento Pdl – Giovane Italia del Comune di Ravenna sono pronti a spendersi assieme ad Ancarani nelle battaglie che decideremo di combattere in vista delle elezioni regionali ed amministrative. Insomma in bocca al lupo e avanti tutta.”.
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L’università è un’opportunità per tutti!

“Cogliamo con piacere i dati sull’andamento delle immatricolazioni ravennati”. Questo il commento di M. De Carli (Consulente di diritto allo studio – Popolo della Libertà) sui dati diffusi questa mattina dal vice sindaco Giannantonio Mingozzi. “Consideriamo positiva anche l’avventura del Polo romagnolo – prosegue De Carli -. Questo non è il momento di divisioni sugli sviluppi del sistema universitario in Romagna che hanno portato più volte a confronti serrati tra la nostra posizione (in particolare riguardo al percorso di autonomia rispetto a Bologna) e quella dell’Amministrazione: oggi è necessario essere compatti nel sostenere un settore di sviluppo e crescita importante della nostra città, ovvero quello universitario. Un sistema, quello universitario ravennate e romagnolo, che grazie a servizi mirati e di buona qualità, riesce a crescere in un momento molto delicato per il mondo universitario. L’orientamento definito a livello ministeriale e in fase di elaborazione ultima prevede una maggiore crescita dei poli efficienti attraverso l’affermazione del merito in base ai dati di crescita e bilancio degli atenei e tagli opportuni (unica strategia per un’ipotesi di risanamento altrimenti non percorribile visti i precedenti percorsi adottati) agli atenei fuori budget e con servizi non adeguati allo status di domanda degli studenti universitari. Ravenna e la Romagna possono cogliere questa sfida con intelligenza e carattere: hanno le carte in regola per giocarla. Questo però è possibile se si percorre con sempre più forza un percorso di maggiore autonomia rispetto Bologna: non distacco dall’ateneo ma maggiore indipendenza decisionale. Credo che non si stiano verificando situazioni che penalizzino alcune università: ritengo oltremodo che si stia, con moderazione, percorrendo una strada verso l’affermazione del merito e della qualità nell’università italiana. Per questo siamo al fianco delle istituzioni che animano Ravenna- Città Universitaria, in primis Fondazione Flaminia e come sempre, disponibili al dialogo e confronto costruttivo con il vicesindaco Mingozzi. Per crescere”.
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2010 l’anno della svolta – Intervista a M. De Carli rilasciata a mensile “Il sabato popolare”
Quali sono i propositi per il 2010? Il nostro paese e la nostra città hanno appena passato un anno difficile, da cosa si riparte?
Davanti alla crisi con la forza della speranza. Nel nostro manifesto presentato il 29 dicembre per il tradizionale brindisi di fine anno abbiamo citato Zaccagnini “Se è notte verrà giorno”. La crisi ci ha messo in difficoltà, ha portato con se pesanti risvolti economici, ma credo che questa possa anche essere, o meglio debba diventare, un’opportunità, quella di riprendere le ragioni di un impegno. Non abbiamo propositi per il 2010, perché non siamo utopisti, viviamo per qualcosa di sperimentabile, di concreto, i propositi finiscono come le diete del 7 gennaio. Abbiamo però dei punti cardine, da perseguire quest’anno, e sono quattro:
- Un lavoro sui diritti dell’uomo, protagonista della società. Vi rientrano i diritti del bambino, dell’uomo in genere, i diritti degli immigrati.
- Dal welfare state alla welfare society. La società è la protagonista, servita della stato.
- L’ambiente in cui è l’uomo il protagonista: non il problema, ma la prima risorsa per tutelare l’ambiente, un patrimonio consegnato all’uomo.
- Buona amministrazione. A partire dal Comune fino alla regione l’applicazione del principio di Sussidiarità, seguendo l’esempio di quel faro luminoso che è la Lombardia.
La politica non dà risposte, la politica deve solo riconoscere e farsi riconoscere.
Nella calza ci sarà del carbone o anche qualche dolcetto per i politici?
In qualità di dirigente nazionale del Pdl devo riconoscere che c’è anche molto carbone a tutta quella politica che non è interessata alla costruzione. La politica è infatti un’impresa, un’intrapresa, va trattata come un servizio e quindi un impegno serio, né hobby, né sport. Un esempio sono tutte quelle amministrazioni comunali che lanciano grandi slogan senza preoccuparsi di dare ai cittadini gli strumenti per affrontare la crisi. Il carbone va a personaggi come Di Pietro, che strumentalizza ogni posizione politica per portare acqua al suo mulino; oppure ai Travaglio che fanno del killeraggio mediatico un mestiere redditizio. Ci sono anche tanti dolci che vanno ai grandi protagonisti della scena sociale e politica italiana e non solo: mi riferisco a figure come Benedetto XVI o Guido Bertolaso, che nei momenti di crisi sono stati testimoni credibili di una speranza concreta.
E nella calza del Thomas More?
Il 2009 è stato un anno importante per il Circolo. La mia personale azione politica dentro al partito e come uomo di governo è stata rivolta al radicamento nel territorio. Oggi possiamo vantare una presenza in tutti i comuni del ravennate di squadre che fanno riferimento all’esperienza di Rete Italia. Si tratta di persone che testimoniano serietà di giudizio e autorevolezza, come Francesco Dalla Corte, Chiara Morandi, Piergiorgio Bentini, Giuseppe Grillini, Eugenio Costa, Francesco Baldini, Massimo Mazzolani e tanti altri amici che si stanno muovendo nelle amministrazioni territoriali. Per il 2010 il passo da fare è quello del buon governo: diventare realmente un’opposizione costruttiva, propositiva. Vogliamo essere l’altra faccia della nostra città, una reale alternativa per la scelta di governo. Personalmente io credo di meritare del carbone, perché a volte non basta fare un lavoro silenzioso, ma produttivo: serve anche che questo lavoro sia detto ad alta voce, e forse a volte ho mancato in questo. Certo quest’anno la befana darà tantissimi dolci a tutti i nostri militanti.
Quattro esempi di realizzazione per ognuno dei punti citati prima.
- Il tema dei diritti oggi è cruciale. Spesso gli aiuti pubblici hanno come oggetto categorie che non corrispondono all’emergenza sociale. Ad esempio l’assegnazione delle case popolari è regolata da criteri da rivedere. La residenza e il diritto di cittadinanza devono avere un peso maggiore e inoltre il modulo ISEE è ormai un indice di valutazione reddituale inadeguato. La revisione di questi criteri è fondamentale per un riconoscimento, anche amministrativo, dei diritti del cittadino.
- Per quanto riguarda il welfare, come recita il nostro manifesto, è importante il concetto del buono famiglie. La proposta consiste nell’aiutare famiglie con indice reddituale non superiore ai diecimila euro e figli a carico attraverso versamento direttamente su conto corrente. Questo è un modo semplice per sostenere le famiglie, elemento fondante della società, come richiama la Costituzione. Questo deve fare un governo e non è discriminante, perché le famiglie pagano più tasse sopportando un carico fiscale maggiore con spesso figli e anziani a carico. É necessario sostenere il motore della società italiana, quale è stato e sarà la famiglia.
- Copenhagen e Kyoto vanno superate. L’auto-sostenibilità energetica del nostro paese è l’obbiettivo da perseguire. Ravenna ha perso una grande occasione con il rigassificatore: energia pulita a costo zero che portava sbocco occupazionale. Questa perdita è dovuta alle solite paure sciocche dei politici di sinistra. É necessario avere anche il coraggio di osare: questo ci può rilanciare, non possiamo farci passare davanti città come Rovigo. Infatti l’ambiente si preserva attraverso produzione di energia pulita, non importando energia a elevato impatto ambientale.
- Riguardo al buon governo e buona amministrazione partiremo proponendo una modalità di sostegno all’innovazione e alla crescita del sistema produttivo territoriale e sociale. Un contributo a fondo perduto e finanziamenti a tasso zero tramite bando a scadenza per iniziative volte a sviluppare contenuti, processi innovativi e progetti di ricerca con l’attenzione particolare al capitale umano. Nel nostro manifesto proponiamo un concetto fondamentale: dare credito ai giovani che vogliono fare impresa nell’ambito della ricerca. A Ravenna esiste l’Università. É legata a Bologna, ma c’è. Non mancano un fertile settore industriale e una portualità ricca, importante traino allo sbocco produttivo. A questo vanno aggiunte le potenzialità enormi del territorio ravegnano e romagnolo sul piano agro-alimentare. Sono armi non sfruttate, i giovani possono rilanciarle. Se questo non accade noi perderemo i giovani e loro perderanno un’occasione.
Pubblicato in Il Popolo della Libertà
Di che politica si tratta? – Intervista a M. De Carli rilasciata a periodico “La Romagna”
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Scuola: basta polemiche e scioperi, lavoriamo insieme per un buon anno scolastico per i nostri ragazzi!

Inizia l’anno scolastico 2009/2010 e riesplodono le polemiche e gli scioperi dei sindacati e delle opposizioni: davanti all’insensatezza di attacchi pregiudiziali e sterili, M. De Carli (Consulente di Diritto allo studio – Popolo della Libertà) e G. Bazzocchi (Coordinatore Forum “Per una scuola libera”) intervengono a sostegno delle riforme innovative apportate dal Ministro Gelmini, rilanciando una politica del confronto costruttivo e pacato sui processi educativi e sistemi scolastici tra forze sindacali e politiche.
Intervento De Carli e Bazzocchi su inizio anno scolastico 2009/2010 - Clicca QUI per leggerlo pubblicato su quotidiano on-line;
Intervento De Carli e Bazzocchi su inizio anno scolastico 2009 2010 Carlino 15 09 09 pubblicato su Il Resto del Carlino;
Intervento De Carli e Bazzocchi su inizio anno scolastico 2009 2010 Corriere 12 09 09 pubblicato su Corriere Romagna.
Pubblicato in Pubblica Istruzione